La
possibilità di
fluidificazione dei terreni
durante i terremoti interessano
in genere i depositi sabbiosi
e/o sabbioso-limosi sciolti,
normalmente consolidati,
saturi.
Durante una sollecitazione
dinamica di origine sismica
vengono indotte nel terreno
delle sollecitazioni cicliche
di taglio che possono
determinare aumenti delle
pressioni interstiziali
fino a livelli tali che
queste eguaglino la pressione
litostatica e la tensione
di confinamento: in questi
casi si annulla la resistenza
al taglio del terreno
fino a indurre fenomeni
di fluidificazione.
In letteratura esistono
molti metodi a diversi
livelli di complessità
di analisi, che permettono
di stimare la propensione
alla fluidificazione di
depositi alluvionali.
Il programma permette
la valutazione del rischio
di fluidificazione delle
sabbie sotto tensione
sismica, secondo le seguenti
metodologie:
A)
METODI TABELLARI:
- Sherif e Ishibashi (1978)
- Youd e Perkins (1978)
B)
METODI EMPIRICI:
- Kishida (1969)
- Ohsaki (1969, 1970)
- Durville at Al. (1985)
C)
METODI SEMPLIFICATI:
- Tokimatsu e Yoshimi
- Sedd e Idriss
La
suddivisione fra metodi
tabellari, empirici e
semplificati va intesa
anche in senso di aumento
dell'attendibilità
della valutazione della
fluidificazione; vale
a dire che inizialmente
può eseguirsi una
valutazione con i metodi
tabellari ed empirici
e qualora i risultati
siano favorevoli alla
fluidificazione si può
eseguire un'analisi più
approfondita con i metodi
semplificati.
Esempio
fluidificazione in zona
sismica 
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